MARILIA ALBANESE

Laureata in Sanscrito e Indologia e diplomata in Lingua Hindi e Cultura Indiana, è direttore della sezione lombarda dell’Is.I.A.O. (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) c/o l’Università degli Studi di Milano. Ha seguito corsi di approfondimento in India, paese nel quale si è recata una trentina di volte dal 1975 ad oggi. E’ stata titolare dell’insegnamento di hinduismo e buddhismo presso la sede distaccata dell’Università Urbaniana al seminario del P.I.M.E. a Monza Per quanto riguarda il buddhismo, ne ha approfondito l’aspetto psicologico ed ha continuato gli studi di psicologia anche in ambito occidentale, conseguendo una specializzazione in counseling.

Per dieci anni presidente della YANI, presso le scuole di formazione quadriennale di tale istituzione continua a condurre corsi di cultura indiana. Attualmente insegna Arte Scenica Indiana al Conservatorio di Vicenza “Arrigo Pedrollo” nell’ambito della facoltà di Musica Extra-europea.
E’ ideatrice e curatrice – insieme a Carmen Covito e Rossella Marangoni – del primo sito in lingua italiana sui teatri asiatici. 

E’ autrice di articoli, saggi e libri, tra cui: 



“Divina India”, edito dalla Be.Ma.
“Fiabe del Rajasthan”, edito dall'Arcana a cura di Maria Grazia Cella

“I chakra”, scritto con Fiorenza Zanchi e Gabriella Cella per la Xenia

“Mandala” e “Kriyayoga” scritti insieme a Gabriella Cella

“Il tantrismo” e “Yoga” editi sempre dalla Xenia

“Cinque volti dell’India”, patrocinato dalla CEE per Obbiettivo sul Mondo



Per la White Star ha pubblicato:

“Splendori delle civiltà perdute (siti indiani, birmani e cambogiani)”,
“Dimore eterne” (sezione indiana e khmer)

“Dimore reali” (sezioni indiane)
“I grandi tesori” (sezioni indiane),
“India del nord, guida ai siti archeologici”
“India Antica dalle origini al XIII sec.”
“Angkor, fasto e splendore dell’impero khmer”,
“I tesori di Angkor”,
“Siddhartha, il principe che divenne Buddha”

“In volo sull’Archeologia” (sezione asiatica)



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Ha curato i testi dei cinque documentari della serie “La Dea ferita” editi dalla Televisione della Svizzera Italiana, frutto di un campo di lavoro di tre mesi in India nel 1998 per verificare lo iato fra l’importanza della Dea nella civiltà indiana e la condizione della donna nella vita di tutti i giorni.